LA SCRITTRICE DELLE MINIERE.AMELIA MELIS DE VILLA.NON SOLO DELEDDA

Pubblicato il 15 Settembre 2012 in Argomenti vari

La scrittrice Iglesiente, la cui opera non molti Sardi conoscono si è spenta più di cinquant’anni fa. Francesco Alziator ne trascurò colpevolmente la figura Raimondo Bonu ne accennò i tratti essenziali, ma se qualcun altro si cimenterà nell’illustrare la storia letteraria della Sardegna non può omettere il nome di Amelia Melis De Villa. La scrittrice merita di essere menzionata tra le nostre più grandi artiste. Nata ad Iglesias nel 1882 vi trascorse la prima giovinezza e compì i primi studi. Trasferitasi a Cagliari nel 1911 dopo la morte del padre, emerito professore laureato in ingegneria e in matematica pura, raggiunse Roma con la sorella Lidia, nel 1921, per essere vicina ad uno dei giovani fratelli, il Dr. Renato, valoroso giornalista, autore di numerosi studi di natura economica e sociale, Capo di Gabinetto e successivamente Capo Ufficio Stampa del Comune di Roma. Con l’altro fratello, Armando, architetto ed ingegnere, cattedratico al Politecnico di Torino, fondatore e direttore delle riviste “Urbanistica” e “Architettura Italiana”, autore di studi, di piani e progetti per l’opera di ricostruzione edilizia in Italia, Amelia formava un’eletta triade di intellettualità. L’Iglesiente debuttò nel 1913 con un volume di novelle sarde: “Faula de Orbaci” edito dall’appena fondata Società Tipografica Sarda. Il libro fu una rivelazione delle magnifiche qualità della nuova scrittrice e venne accolto con vivo compiacimento dal pubblico e dalla critica. Seguirono nel 1917, sempre per i tipi della STS, “Le piccole prose di Guerra”, pagine di meditazione, di dolore, di speranza e augurio, così ispirate da farne non solo pagine di prosa ma di elevata e illuminata poesia. Alcuni passi di queste due opere vennero riportati nell’Antologia degli Scrittori Sardi del Pirodda. Collaboratrice di numerose riviste, trattò prevalentemente argomenti relativi alla Sardegna. Il suo capolavoro, apprezzato unanimemente dalla critica mondiale, è “Alba sul Monte” che indaga con profondità delle realtà connesse al mondo minerario, il suo. Moltissimi sono gli articoli e le corrispondenze in cuì si concretizzò il suo lavoro di giornalista. Da “Il Tempo”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Il Giornale d’Italia”, l’amata “Unione Sarda” e tante riviste Americane. Grande l’impegno umanitario in seno al movimento filantropico delle Cordeliane. Il grande successo di Amelia si arrestò durante il Ventennio fascista. Non pronunciò i “Sì” al potere, utili ad andare avanti, l’indomita e fiera gemma di Iglesias.



I commenti sono chiusi